Stamattina nel bar in cui lavoro, c'erano due vecchietti che parlavano di calcio. All'improvviso uno dei due tira fuori dal nulla un disco assurdo sulle nascite.
Diceva che è colpa delle donne perché hanno troppi diritti.
Io ovviamente non è che mi posso mettere a litigare coi clienti, quindi mi sono concentrata su un puntino esatto da pulire, non era sporco ma dovevo pulirlo.
E visto che ero da sola stamattina, avrei voluto dirgli: il caffè oggi non te lo posso fare, perché non c'è nessuno. Sono una donna, quindi non dovrei lavorare, perciò niente caffè 🖕🏻.
Diceva che è colpa delle donne perché hanno troppi diritti.
Io ovviamente non è che mi posso mettere a litigare coi clienti, quindi mi sono concentrata su un puntino esatto da pulire, non era sporco ma dovevo pulirlo.
E visto che ero da sola stamattina, avrei voluto dirgli: il caffè oggi non te lo posso fare, perché non c'è nessuno. Sono una donna, quindi non dovrei lavorare, perciò niente caffè 🖕🏻.
Mia personalissima opinione: Trump a me non piace, ma con il Venezuela ha fatto bene. Detto questo, ci sono un po' di problemi.
Chiaramente ci sono gli interessi economici dietro all'arresto di Maduro, MA, considerate che:
Insomma, ci sono tanti pro e tanti contro quanto è successo. Ma osservando lo scacchiere internazionale è chiaro che tutti stanno giocando una partita senza arbitro. L'ONU? dov'è finita? Qualche giornalista, invece che evocare la dottrina Monroe, dovrebbe interrogarsi sul perché l'Unione Europa tace di fronte alle minacce di un paese membro da parte di un ALLEATO. Da che parte sta Trump? Da che parte stanno gli americani? Sarebbe un tradimento inaccettabile, che romperebbe gli equilibri creatisi dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma è chiaro però dove il vento soffia. Ci sarebbero tutti i presupposti per un terzo conflitto mondiale, che bisogna scongiurare con ogni mezzo.
Chiaramente ci sono gli interessi economici dietro all'arresto di Maduro, MA, considerate che:
- innanzitutto il Venezuela è alleato con la Russia e rappresenta(va) uno dei maggiori fornitori di greggio per Putin. Gli USA acquisiscono dunque un piccolo vantaggio nello scacchiere internazionale. Ci sarà una risposta degli alleati di Maduro? Non è da escludere.
- Il pericoloso precedente creatosi, come tutti gli esperti lo definiscono, è già avvenuto. Chi grida allo scandalo, guardacaso, sono paesi come la Francia, che fece la stessa identica cosa con la Libia, la Russia, che sta facendo l'identica cosa con l'Ucraina, e la Cina, che sicuramente farà la stessa cosa con Taiwan. Benjamin Netanyahu invece? nah, niente, il mandato d'arresto dell'Aja è solo una scartoffia.
- Trump vuole la Groenlandia? anche qua si rischia di fare un casino incredibile. E questo è uno dei motivi per cui Trump non mi piace. Che succede se un paese NATO attacca un altro paese NATO? La Groenlandia è della Danimarca, che a differenza del Venezuela non ha pericolosi intrallazzi contro gli Stati Uniti. Pertanto, serve il permesso del Congresso per una operazione militare simile.
- L'arresto di Maduro non comporta una caduta della dittatura in Venezuela, gli apparati politici e militari sono ancora in piedi.
Insomma, ci sono tanti pro e tanti contro quanto è successo. Ma osservando lo scacchiere internazionale è chiaro che tutti stanno giocando una partita senza arbitro. L'ONU? dov'è finita? Qualche giornalista, invece che evocare la dottrina Monroe, dovrebbe interrogarsi sul perché l'Unione Europa tace di fronte alle minacce di un paese membro da parte di un ALLEATO. Da che parte sta Trump? Da che parte stanno gli americani? Sarebbe un tradimento inaccettabile, che romperebbe gli equilibri creatisi dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma è chiaro però dove il vento soffia. Ci sarebbero tutti i presupposti per un terzo conflitto mondiale, che bisogna scongiurare con ogni mezzo.
Boh, secondo me il personale della metropolitana ha dei passaggi segreti. Continuo a vedere operai che entrano in porte chiuse a chiave. Chissà cosa c'è dietro...
Vi faccio vedere due cose dal Parco di Monza
Inanzitutto le pecorelle della Cascina di Mulino San Giorgio. Guardate che carine!
Se volete visitare il parco dovete assolutamente comprarvi lo yogurt ai distributori della Cascina.
Nelle vicinanze c'è il ponte di pietra, uno dei più antichi ponti sul Lambro.
Interessante anche il relitto di un cotonificio, fuori dal parco, ma visibile dal ponticello. Un tempo Monza era un polo mondiale del tessile, con il Lambro che nutriva le macchine per la filatura. Tra le famiglie più importanti di Monza c'erano i Cederna. Il capostipite era Antonio Cederna, garibaldino che mise su in pochi anni lo stabilimento Cederna e il villaggio operaio, tra i primi ad essere costruito in Italia. Da quel villaggio operaio nacque poi il rione Cederna, il cui quartiere ospita anche l'U-Power Stadium, sede delle partite casalinghe dell'AC Monza.
Il figlio di Antonio, Giulio, oltre a ereditare il cotonificio del padre è tra gli uomini che nel dicembre 1899 fondarono il Milan.
E la figlia di Giulio è ancora una delle migliori giornaliste e scrittrici che l'Italia abbia mai avuto, molto attenta sulle incongruenze del caso Pinelli, dopo la Strage di Piazza Fontana.
Questa realtà industriale scomparve a partire dagli anni '70, ma i Cederna rimangono nella storia dell'industria lombarda.
Inanzitutto le pecorelle della Cascina di Mulino San Giorgio. Guardate che carine!
Se volete visitare il parco dovete assolutamente comprarvi lo yogurt ai distributori della Cascina.Nelle vicinanze c'è il ponte di pietra, uno dei più antichi ponti sul Lambro.
Interessante anche il relitto di un cotonificio, fuori dal parco, ma visibile dal ponticello. Un tempo Monza era un polo mondiale del tessile, con il Lambro che nutriva le macchine per la filatura. Tra le famiglie più importanti di Monza c'erano i Cederna. Il capostipite era Antonio Cederna, garibaldino che mise su in pochi anni lo stabilimento Cederna e il villaggio operaio, tra i primi ad essere costruito in Italia. Da quel villaggio operaio nacque poi il rione Cederna, il cui quartiere ospita anche l'U-Power Stadium, sede delle partite casalinghe dell'AC Monza.Il figlio di Antonio, Giulio, oltre a ereditare il cotonificio del padre è tra gli uomini che nel dicembre 1899 fondarono il Milan.
E la figlia di Giulio è ancora una delle migliori giornaliste e scrittrici che l'Italia abbia mai avuto, molto attenta sulle incongruenze del caso Pinelli, dopo la Strage di Piazza Fontana.
Questa realtà industriale scomparve a partire dagli anni '70, ma i Cederna rimangono nella storia dell'industria lombarda.
La Storia di Milano - Extra: il Recap dei capitoli da 19 a 27
La Basilica di San Lorenzo, in origine Basilica Platina, è la più antica chiesa di Milano.
Con l'affermarsi del cristianesimo a Milano, vengono erette le prime basiliche: 4 di epoca ambrosiana, cioè costruite per volere del vescovo Sant'Ambrogio, e 4 post-ambrosiane, realizzate dopo la sua morte, analizzate nei capitoli 20-21
Resti delle mura romane di Milano, conservate nel Museo Archeologico
La pace e la serenità sotto l'Impero Romano viene spezzata nel 402, anno in cui Alarico I, inizialmente alleato dell'imperatore Teodosio I, si proclama re dei Visigoti e assedia la città di Milano. Nel capitolo 22 abbiamo dunque visto com'era la prima cinta muraria della città, per poi addentrarci nella prima invasione barbarica nel capitolo 23.
Resti del Palazzo Imperiale di Milano, situati in via Brisa.
Nel capitolo 24 abbiamo seguito la risposta romana alla conquista della città, ripresa sotto il controllo dell'Impero. Milano però è ormai troppo esposta per restare capitale dell'Impero Romano d'Occidente, così dopo 116 anni, Milano perde il suo ruolo di capitale nel 402, in favore di Ravenna.
Dipinto raffigurante l'invasione di Milano da parte di Attila
Ci si sposta dunque nella metà del V secolo, introdotto nel capitolo 25. L'impero Romano è ormai un gigante coi piedi d'argilla, continuamente invaso dalle popolazioni straniere. Nel 442 Milano viene nuovamente assediata e occupata, questa volta da Attila coi suoi unni. La Chiesa colma il vuoto politico, infatti è proprio Papa Leone I a convincere Attila ad abbandonare l'Italia.
Rappresentazione artistica della caduta dell'Impero Romano d'Occidente
Alla fine, il gigante coi piedi d'argilla cade definitivamente, almeno l'Impero Romano d'Occidente, la cui caduta nel 476 segna la fine dell'età antica e l'inizio del medioevo. Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel capitolo 26.
Belisario, con il suo esercito guidò la disastrosa riconquista nel 539
Dopo un extra che ci introduce al medioevo, entriamo nel periodo delle guerre gotiche, il peggior inizio possibile per Milano. L'impero Romano infatti sopravvive con i bizantini, nell'impero Romano d'Oriente. L'imperatore Giustiniano I rivuole Roma e l'Italia intera, così manda Belisario con il suo esercito a riconquistare la penisola. In Italia però non c'è solo Belisario a guidare la campagna militare, ma c'è anche Narsete. Le divergenze tra i due sulle strategie comporta una divisione dell'esercito. Milano viene riconquistata, ma nel 539 i Goti riprendono la città, che viene rasa al suolo. I milanesi maschi vengono trucidati, mentre le donne vengono rapite, fatte schiave o date in sposa ai soldati.
La Basilica di San Lorenzo, in origine Basilica Platina, è la più antica chiesa di Milano.Con l'affermarsi del cristianesimo a Milano, vengono erette le prime basiliche: 4 di epoca ambrosiana, cioè costruite per volere del vescovo Sant'Ambrogio, e 4 post-ambrosiane, realizzate dopo la sua morte, analizzate nei capitoli 20-21
Resti delle mura romane di Milano, conservate nel Museo ArcheologicoLa pace e la serenità sotto l'Impero Romano viene spezzata nel 402, anno in cui Alarico I, inizialmente alleato dell'imperatore Teodosio I, si proclama re dei Visigoti e assedia la città di Milano. Nel capitolo 22 abbiamo dunque visto com'era la prima cinta muraria della città, per poi addentrarci nella prima invasione barbarica nel capitolo 23.
Resti del Palazzo Imperiale di Milano, situati in via Brisa.Nel capitolo 24 abbiamo seguito la risposta romana alla conquista della città, ripresa sotto il controllo dell'Impero. Milano però è ormai troppo esposta per restare capitale dell'Impero Romano d'Occidente, così dopo 116 anni, Milano perde il suo ruolo di capitale nel 402, in favore di Ravenna.
Dipinto raffigurante l'invasione di Milano da parte di AttilaCi si sposta dunque nella metà del V secolo, introdotto nel capitolo 25. L'impero Romano è ormai un gigante coi piedi d'argilla, continuamente invaso dalle popolazioni straniere. Nel 442 Milano viene nuovamente assediata e occupata, questa volta da Attila coi suoi unni. La Chiesa colma il vuoto politico, infatti è proprio Papa Leone I a convincere Attila ad abbandonare l'Italia.
Rappresentazione artistica della caduta dell'Impero Romano d'OccidenteAlla fine, il gigante coi piedi d'argilla cade definitivamente, almeno l'Impero Romano d'Occidente, la cui caduta nel 476 segna la fine dell'età antica e l'inizio del medioevo. Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel capitolo 26.
Belisario, con il suo esercito guidò la disastrosa riconquista nel 539Dopo un extra che ci introduce al medioevo, entriamo nel periodo delle guerre gotiche, il peggior inizio possibile per Milano. L'impero Romano infatti sopravvive con i bizantini, nell'impero Romano d'Oriente. L'imperatore Giustiniano I rivuole Roma e l'Italia intera, così manda Belisario con il suo esercito a riconquistare la penisola. In Italia però non c'è solo Belisario a guidare la campagna militare, ma c'è anche Narsete. Le divergenze tra i due sulle strategie comporta una divisione dell'esercito. Milano viene riconquistata, ma nel 539 i Goti riprendono la città, che viene rasa al suolo. I milanesi maschi vengono trucidati, mentre le donne vengono rapite, fatte schiave o date in sposa ai soldati.
A volte lascio qualche errore di battitura per strada, ma ho l'abitudine di mettere sempre il virgolettato quando non sono parole mie. E su questo non si sfugge. Quindi, se dovessi usare l'IA per i miei post li troveresti virgolettati. Non sono contraria all'utilizzo dell'intelligenza artificiale, ma va distinto il contenuto umano da quello IA. È una questione di rispetto per tu che leggi, e una valorizzazione del contenuto creativo, quello vero.
Voglio fare un esperimento:
Da questo momento la smetto di parlarti al plurale e userò il tu. Che senso ha parlarti come se fossi davanti a una platea? dopotutto siamo tu, che stai leggendo, e io che sto scrivendo.
Non c'ho mai pensato, ma se un giorno dovessi sparire del tutto da internet per qualche motivo?
Vorrei lasciarti dunque questo pensiero, rileggilo due volte, portalo con te:
Io sono quella persona che ti vuole bene, ma non hai ancora trovato nella vita reale. Cercami.
Cosa significa? significa che se tu stai bene qua, con utenti che in realtà sono ragazze e ragazzi come te, allora puoi stare bene anche con chi è lì fuori. Il fatto che tu non abbia trovato ancora il tuo spazio lì fuori non significa che non ci sia. Io l'ho trovato con tanta fatica e tanto sacrificio, non è qualcosa che però si può ridurre a una singola frase, te ne riparlerò in un altro post.
Ricorda: Io sono quella persona che ti vuole bene, ma non hai ancora trovato nella vita reale. Cercami.
Da questo momento la smetto di parlarti al plurale e userò il tu. Che senso ha parlarti come se fossi davanti a una platea? dopotutto siamo tu, che stai leggendo, e io che sto scrivendo.
Non c'ho mai pensato, ma se un giorno dovessi sparire del tutto da internet per qualche motivo?
Vorrei lasciarti dunque questo pensiero, rileggilo due volte, portalo con te:
Io sono quella persona che ti vuole bene, ma non hai ancora trovato nella vita reale. Cercami.
Cosa significa? significa che se tu stai bene qua, con utenti che in realtà sono ragazze e ragazzi come te, allora puoi stare bene anche con chi è lì fuori. Il fatto che tu non abbia trovato ancora il tuo spazio lì fuori non significa che non ci sia. Io l'ho trovato con tanta fatica e tanto sacrificio, non è qualcosa che però si può ridurre a una singola frase, te ne riparlerò in un altro post.
Ricorda: Io sono quella persona che ti vuole bene, ma non hai ancora trovato nella vita reale. Cercami.
Oggi c'è la Luna Piena del Lupo, ma nessuno ha seguito i miei indovinelli 😞
Vabbè, torno dopo in ore piccole.
Vabbè, torno dopo in ore piccole.
Si potrebbe fare un Hint premium per supportare il mantenimento dei server. Ma non lo propongo per so già...
Secondo l'ISTAT quasi il 30% delle donne ha subito molestie fisiche sui mezzi pubblici, e oltre il 70% delle donne intervistate ha dichiarato di aver subito molestie verbali.
Cosa fare in caso di molestie:
Cosa fare in caso di molestie:
- se siete da sole viaggiate in testa al mezzo
- niente panico, bisogna immediatamente redarguire il soggetto, alzate la voce, senza mostrare segni di debolezza. Avete voi il controllo della situazione ed è lui che sta sbagliando
- probabilmente insisterà, in tal caso allontanatevi da lui immediatamente. Se siete da sole mettetevi immediatamente in contatto con una vostra amica.
- avvisate immediatamente il capotreno o in sua assenza il personale di servizio della stazione. Sui mezzi pubblici ci sono tante altre ragazze che potrebbero cadere in trappola, non chiudete mai la cosa con "vabbè, è successo"
- importante annotarsi sempre il numero di vettura o il numero del treno. La maggior parte dei mezzi pubblici è dotato di sistema di videosorveglianza.
- YouPol è l'app ufficiale della Polizia, qui potete segnalare non solo molestie, ma tutto ciò che causa disordine al trasporto pubblico. Importantissima, da tenere sempre con sé sul proprio smartphone.
Visto? Il bue che dà del cornuto all'asino.La Storia di Milano - Capitolo 28: il riscatto di Narsete
Nello scorso capitolo abbiamo visto la prima parte delle guerre gotiche, che hanno portato alla distruzione della Milano di epoca romana. A segnare la disfatta per i bizantini c'è il clamoroso errore dell'imperatore Giustiniano I, che invia in Italia due generali fortemente in contrasto tra loro: Belisario e Narsete. Un errore che costa la vita di tutti i milanesi maschi, sterminati dal re Vitige.
Mosaico raffigurante, al centro, Antonia, moglie di Belisario
I soldati bizantini tornano dunque a Costantinopoli sconfitti. Mentre Milano è in rovina, completamente abbandonata, a Costantinopoli si complotta: Antonia, moglie di Belisario, convince Giovanni di Cappadocia, prefetto del pretorio d'Oriente, a organizzare una congiura contro l'imperatore Giustiniano. Giustiniano, ovviamente manda il suo fidato Narsete a verificare che combinano, e mentre Giovanni complotta, Narsete origlia dietro una colonna. Antonia in realtà non è contro l'imperatore, ma per Giovanni è troppo tardi: si salva dalla furia di Narsete, ma non a quella dell'imperatore, che lo esilia in Egitto, privato di ogni ricchezza. (Almeno si è salvato la pelle). Ma sapete a che è servita questa farsa? A un bel niente! Già, perché alla fine sia Belisario che Narsete vengono rimandati a riprendersi l'Italia.
Il re dei Goti Totila
In realtà è Narsete che nel 545 convince nuovamente i capi degli Eruli a portare i loro uomini in Italia. L'esercito bizantino infatti è impegnato, e bisogna rivolgersi a nuovi alleati. Scelta che si rivelerà molto saggia. La seconda campagna d'Italia vede Narsete impegnato nell'Italia del nord, mentre Belisario ha l'importante compito di riprendere Roma, già conquistata nel 536, ma ricaduta nelle mani dei Goti tre anni dopo. Aveva catturato Vitige con un inganno, tipico di Bellisario come abbiamo visto. La battaglia da parte dei Goti è guidata da Totila. Fu lui il grande avversario di Narsete nella seconda campagna, venendo sconfitto e ucciso nella battaglia di Tagina. Narsete si rivela un abile stratega, e riesce a riconquistare agilmente tutta la penisola.
La prefettura italiana, guidata da Narsete dopo la sconfitta dei Goti nel 553
Con la vittoria di Narsete, l'Italia torna sotto il controllo diretto dell'Impero Romano d'Oriente. L'imperatore Giustiniano emanò la Prammatica Sanzione (nel 554) per ristabilire l'ordine amministrativo, nominando Narsete come primo governatore (e de facto esarca) della penisola, con sede a Ravenna.
Milano rinasce sotto la guida di Narsete, vengono ricostruite case, edifici pubblici e vengono ricostruite le mura cittadine. Di questo periodo storico di Milano si hanno poche tracce, probabilmente Narsete volle ricostruire Milano in maniera molto simile a quella che fu distrutta. Milano riprende a vivere, ma all'ombra della ormai più importante Pavia.
Nello scorso capitolo abbiamo visto la prima parte delle guerre gotiche, che hanno portato alla distruzione della Milano di epoca romana. A segnare la disfatta per i bizantini c'è il clamoroso errore dell'imperatore Giustiniano I, che invia in Italia due generali fortemente in contrasto tra loro: Belisario e Narsete. Un errore che costa la vita di tutti i milanesi maschi, sterminati dal re Vitige.
Mosaico raffigurante, al centro, Antonia, moglie di BelisarioI soldati bizantini tornano dunque a Costantinopoli sconfitti. Mentre Milano è in rovina, completamente abbandonata, a Costantinopoli si complotta: Antonia, moglie di Belisario, convince Giovanni di Cappadocia, prefetto del pretorio d'Oriente, a organizzare una congiura contro l'imperatore Giustiniano. Giustiniano, ovviamente manda il suo fidato Narsete a verificare che combinano, e mentre Giovanni complotta, Narsete origlia dietro una colonna. Antonia in realtà non è contro l'imperatore, ma per Giovanni è troppo tardi: si salva dalla furia di Narsete, ma non a quella dell'imperatore, che lo esilia in Egitto, privato di ogni ricchezza. (Almeno si è salvato la pelle). Ma sapete a che è servita questa farsa? A un bel niente! Già, perché alla fine sia Belisario che Narsete vengono rimandati a riprendersi l'Italia.
Il re dei Goti TotilaIn realtà è Narsete che nel 545 convince nuovamente i capi degli Eruli a portare i loro uomini in Italia. L'esercito bizantino infatti è impegnato, e bisogna rivolgersi a nuovi alleati. Scelta che si rivelerà molto saggia. La seconda campagna d'Italia vede Narsete impegnato nell'Italia del nord, mentre Belisario ha l'importante compito di riprendere Roma, già conquistata nel 536, ma ricaduta nelle mani dei Goti tre anni dopo. Aveva catturato Vitige con un inganno, tipico di Bellisario come abbiamo visto. La battaglia da parte dei Goti è guidata da Totila. Fu lui il grande avversario di Narsete nella seconda campagna, venendo sconfitto e ucciso nella battaglia di Tagina. Narsete si rivela un abile stratega, e riesce a riconquistare agilmente tutta la penisola.
La prefettura italiana, guidata da Narsete dopo la sconfitta dei Goti nel 553Con la vittoria di Narsete, l'Italia torna sotto il controllo diretto dell'Impero Romano d'Oriente. L'imperatore Giustiniano emanò la Prammatica Sanzione (nel 554) per ristabilire l'ordine amministrativo, nominando Narsete come primo governatore (e de facto esarca) della penisola, con sede a Ravenna.
Milano rinasce sotto la guida di Narsete, vengono ricostruite case, edifici pubblici e vengono ricostruite le mura cittadine. Di questo periodo storico di Milano si hanno poche tracce, probabilmente Narsete volle ricostruire Milano in maniera molto simile a quella che fu distrutta. Milano riprende a vivere, ma all'ombra della ormai più importante Pavia.
Ferdinand Du Beaudiez è l'autore di questa foto, scattata in quel maledetto locale nella notte di capodanno. Ha 19 anni e la sua foto sarà determinante nell'inchiesta che seguirà questa spaventoso tragedia che ha portato via 40 giovani anime, ragazze e ragazzi come noi."Cose così non sarebbero mai successe dai noi" continuo a sentire, già, perché evidentemente abbiamo la memoria di una platessa... ma io non dimentico Corinaldo. Si possono fare tutte le leggi del mondo, ma se un locale non le rispetta c'è poco da fare. È vero, noi abbiamo norme sulla sicurezza molto rigide, ma in situazioni del genere la legge conta fino a un certo punto.
Ferdinand dopo questa foto se l'è data a gambe, come dovrebbe fare qualsiasi ragazzo, e come dovrebbe fare qualsiasi ragazzo è tornato indietro per salvare la sua fidanzata e suo fratello, fortunatamente salvi. È rientrato più di una volta per soccorrere i suoi coetanei. Rimango perplessa invece da chi è rimasto fermo immobile a riprendere l'incendio con il telefonino, ho la sensazione che troppi giovani come noi ormai vivano un mondo parallelo, come se fossero in un videogame. Ubriachi? forse, ma la cultura della sicurezza manca anche e soprattutto tra chi frequenta la vita notturna. La fame sempre più insaziabile dei like più che altro, ma non sono colpevoli per questo, l'incoscienza non può mai essere una colpa. In situazioni del genere conta molto la guida esperta di un adulto, ma la proprietaria del locale ricorda molto un certo Francesco Schettino, è stata tra le prime ad abbandonare la nave alla deriva. E chissà se è ancora in Svizzera, probabilmente sarà andata a nascondersi dove la legge non può più raggiungerla.
Tanti ora stanno lottando tra la vita e la morte, nelle mani di veri adulti esperti: i medici. Di loro ci si può fidare.
ma c'è genovese o è una battuta?
Incredibile, stavo tornando dalla filanda, quando all'improvviso arriva un signorotto a cavallo che ci prova con me. Ho sentito che parlottava con suo cugino su una scommessa per avermi. Non ho detto niente ad Agnese per non farla preoccupare, ma ho saputo che addirittura ha minacciato Don Abbondio.
Il Veneto secondo me è la regione più bella d'Italia, mi piace un casino. Ci sono stata un sacco di volte:
A Verona c'è stata la mia prima gita romantica, con il mio primo fidanzato. Abbiamo visto l'arena, il balcone di Giulietta... poi c'è Gardaland, a Riva del Garda: ci sono stata 7 volte.
Padova l'ho vista tutta, area industriale compresa (è una lunga storia, lasciamo stare), la Basilica di Sant'Antonio e il Prato della Valle sono assolutamente da visitare. In provincia c'è da visitare assolutamente il Museo dell'Aria e dello Spazio, nel Castello di San Pelagio. Il giardino è qualcosa di meraviglioso.
Belluno e le sue montagne sono qualcosa di mozzafiato, poi da piccola mio papà mi ha portata a Longarone, tristemente nota per il Disastro del Vajont. E vi giuro che nel museo di Longarone Vajont ho pianto tutto il tempo, una delle pagine più tristi della storia italiana.
A Venezia ci sono stata 4 volte. Di Venezia so tutto, è la mia città preferita. Tempo fa avevo mostrato su insegreto un estratto di un libro che avevo scritto, ambientato nella Serenissima. Poi c'è la biennale di architettura, molto importante per il mio settore.
Treviso, con i suoi mille roseti, l'ho vista una sola volta, ma ne porto con me un bel ricordo. In provincia di Treviso c'è però il Sacrario del Monte Grappa, toccante il museo della prima guerra mondiale ed entrare nel Sacrario è un emozione indescrivibile, soprattutto per chi ha legami con la Grande Guerra.
Vicenza, città Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, l'ho visitata con la scuola, un'altra volta per ricerca universitaria e una terza volta per visitare l'Oasi naturalistica degli stagni di Casale.
A Verona c'è stata la mia prima gita romantica, con il mio primo fidanzato. Abbiamo visto l'arena, il balcone di Giulietta... poi c'è Gardaland, a Riva del Garda: ci sono stata 7 volte.
Padova l'ho vista tutta, area industriale compresa (è una lunga storia, lasciamo stare), la Basilica di Sant'Antonio e il Prato della Valle sono assolutamente da visitare. In provincia c'è da visitare assolutamente il Museo dell'Aria e dello Spazio, nel Castello di San Pelagio. Il giardino è qualcosa di meraviglioso.
Belluno e le sue montagne sono qualcosa di mozzafiato, poi da piccola mio papà mi ha portata a Longarone, tristemente nota per il Disastro del Vajont. E vi giuro che nel museo di Longarone Vajont ho pianto tutto il tempo, una delle pagine più tristi della storia italiana.
A Venezia ci sono stata 4 volte. Di Venezia so tutto, è la mia città preferita. Tempo fa avevo mostrato su insegreto un estratto di un libro che avevo scritto, ambientato nella Serenissima. Poi c'è la biennale di architettura, molto importante per il mio settore.
Treviso, con i suoi mille roseti, l'ho vista una sola volta, ma ne porto con me un bel ricordo. In provincia di Treviso c'è però il Sacrario del Monte Grappa, toccante il museo della prima guerra mondiale ed entrare nel Sacrario è un emozione indescrivibile, soprattutto per chi ha legami con la Grande Guerra.
Vicenza, città Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, l'ho visitata con la scuola, un'altra volta per ricerca universitaria e una terza volta per visitare l'Oasi naturalistica degli stagni di Casale.
Duolingo con i dialetti sarebbe fantastico, pura utopia, perché basta spostarsi di qualche metro e cambiano accenti e addirittura parole. Diciamo che se i siciliani chiuderanno la diatriba tra arancino e arancina sarà il giorno in cui avremo i dialetti su Duolingo.
Ho apprezzato molto l'intervento di icecube con questo post, indipendentemente dalla discussione che c'è stata, potevano esserci in mezzo qualsiasi utenti e qualsiasi argomento. È esattamente ciò che è mancato a insegreto secondo me: chi guida un sito deve marcare delle linee da non superare. Ed è ciò che manca un po' a tutti i grandi social, dove la gente si sente in diritto di dire qualsiasi cosa, anche a costo di ferire pesantemente le altre persone.Siamo (quasi) tutti quanti utenti giovani, chi più chi meno, e la nostra forza dovrebbe essere quella del dialogo, il più pacifico possibile.
Nella nostra vita abbiamo trovato e troveremo ancora persone che non ci stanno simpatiche o che sparano a zero su tutto, ma anche qui abbiamo un vantaggio enorme, ovvero che possiamo scegliere con chi stare e con chi dialogare.
Essere se stesse è la cosa più bella che ci sia, ma ha un prezzo: essere se stesse è impopolare, vi giudicheranno sempre, perché avete detto questo e perché non avete fatto quell'altra cosa. Ma alla fine ripaga, ripaga sempre.
Sono andata a ridisegnare un riccio, così va molto meglio. È molto più... riccio.
Riccio di Chernobyl dopo essere stato investito in autostrada.